Eccoci qua come ai tempi della scuola dinanzi una pagina bianca e l'incertezza, l'amletico dubbio: COME INIZIARE? Sicuramente voglio dirti CIAO, che tu sia casualmente transitato di qua o già mio amico, qualunque sia il tuo pensiero, la certezza di questo saluto ce l'ho.
Di certezza ne ho anche un'altra, se sono qui, se ho deciso di "mettere in rete" parte di quello che scrivo è proprio per arrivare da te, per il desiderio di comunicare e condividere insito nell'essere umano, perché ho deciso di "tirare fuori dal cassetto i miei fogli" ed esporli alle tue critiche, al giudizio che se vuoi puoi lasciare sotto ogni mio post, per incontrare e conoscere amici.
In questo blog troverai alcune poesie, racconti brevissimi che durano il tempo di alcuni "morsi" ad un frutto, la sfida mia personale a Flaubert, una storia da "prendere un morso per volta": terza certezza... e dire che a me ne sarebbe bastata una! Ho cominciato; così adesso spero di rincontrarti al più presto.

Gabriella
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domenica 29 giugno 2025

Etna

 Le cose non accadono mai per caso, anche quelle che ci sembrano del tutto casuali in realtà si muovono seguendo una scia d'energia, ponendosi, se preferite, all'interno di quella vasta gamma di scelte possibili, un ventaglio così grande da potersi perdere in esso perché basta spostarsi di una frazione di millimetro o d'istante che tutto cambia. Le cose che accadono quando non hai aspettative sono quelle incontro alle quali vai perché vivi, semplicemente, vivi e vai per la tua strada, ed ecco che, se il momento è appropriato e l'incontro è tra le possibili scelte del tuo ventaglio, allora può accadere qualcosa di estremamente bello, con umani, non umani, acqua, terra, aria.

Le cose della vita mi hanno portato a iniziare questo dialogo nell'Aprile dello scorso anno e credevo  che li fosse iniziato e anche finito, non ci pensavo più.

Invece ieri ho compreso che Lei non aveva ancora esaurito il suo messaggio. Ha iniziato a farsi notare in più modi appena sono arrivata sul versante Sud, ai crateri silvestri. Di certo i colori mi hanno estasiata, ma quello riguarda tutti. Lei si è fatta notare per altre cose e, a sera, durante l'ultima delle nostre tante tappe, quando ci siamo fermati a godere il tutto con altri colori, Lei mi ha salutata riportandomi un canto che mi lega alle mie radici. Era un canto di cui ha saturato l'aria e il mio Cuore, nessuno lo stava cantando ma lei lo ha risvegliato, all' improvviso, dentro di me, ed era, al contempo, il suo saluto, il suo Namastè.

Ieri , a Muntagna, mi ha entusiasmata e commossa, e adesso, mentre lo scrivo, ho le solite lacrime a suggellare il tutto.

Quindi sono tornata al nostro primo vero incontro, quello dell'Aprile 2024, con un Grazie Grande a Lei.


Ecco com'è iniziato:


Idda, a Muntagna


Prima o poi doveva accadere, mi sono detta, anche se non lo sapevo, non l'aspettavo, almeno non a livello conscio, ma ora so che doveva accadere; doveva accadere che mi ponessi di fronte a lei consapevole di guardarla ogni giorno, più volte ogni giorno, ma con distacco, come si guarda una qualsiasi cosa che sta lì, consapevole che non mi manca la sua presenza quando sono lontana, come invece mi manca il mare, un qualsiasi mare quando cerco l'orizzonte e lui non c'è. 


Così oggi mi fermo, non solo a guardati, oggi , ritta innanzi a te, voglio provare a vederti, voglio provare a sentirti. E appena mi fermo ecco si palesa la natura di questo mio distacco e in esso trovo un conflitto antico, che il Cuore mi si scuote nel singhiozzo, oggi alzo il coperchio dello scrigno. 

Io nuda innanzi a te, come te nuda a me davanti, ad armi pari, a mani ignude, come un duello privo d'offesa, la mia natura e quella tua. 

E mentre rimango immobile, or che son nuda, tu nel silenzio tuo non muovi foglia, ramo, sasso, eppure scalpita vita dentro e fuori; e inizi un dialogo antico, che io ho sentito sempre in riva al mare, sulla spiaggia, io, isolana di un' altra sponda, che non so sentire il canto tuo e non me ne faccio colpa. 

Sento le mie radici e il loro canto, l'odore, il colore, e tu, che sei una mamma, già lo sai, e mi accogli, e non c'è colpa in me,  e non c'è colpa in te, ed ecco che il tuo abbraccio arriva al Cuore. Ed un riparo costruito per quando viene freddo, ed un riparo costruito per quando è tempesta, si sciolgono pian piano nel tuo abbraccio, ed ecco piango, e dolce la tua lacrima raggiunge quella mia. Io che non sono figlia tua, io che non voglio essere figlia di nessun'altra terra che la mia, io che voglio esser, io che sono figlia di questa Madre Terra, e insieme a te sorrido, perché anche in te è Madre Terra, perché anche tu sei Madre Terra. Comprendi, come solo una madre sa, e l'abbraccio è più profondo, più totale, più sincero. E non c'è colpa in me, e non c'è colpa in te.  E piango grata, perché in questo incontro, tu che arrivi fino a dove è fuoco, tu che lo gestisci per cercare di non far paura, mi sproni a scandagliare i miei di abissi. Ed il conflitto entra, ed il conflitto gioca la sua parte, ed il conflitto si disarma e tace...non c'è conflitto vero dentro me.


Sssssttttttt, ascolta, tu mi dici, ed ecco sento il battito di mille e mille cuori, in nidi, tane, nell' aria intorno a te. E sento la matrice, quella mia, uguale a tutti i cuori e anche alla tua.


Ed io mi siedo su di te, spalle poggiate a un tronco...e guardo verso il mare da quassù. Mentre uno scoiattolo salta in mezzo ai rami, mentre una lucertola si distende al sole, sento la Pace tua dentro di me. 

Ed ecco che si allargano le fronde, ed ecco che si abbassano i cespugli, ed il sentiero appare luminoso fino al mare. Piango, e rido, come di tutto uno, quello che siamo. Ti abbraccio, e tu mi culli , e non c'è colpa in me, e non c'è colpa in te.  

Così oggi il mio sguardo è differente,  oggi ho riconosciuto dolce il tuo canto, io oggi l'ho sentito, e guarderò dal mare fino a te, e sentirò ancora forte l'eco della tua Pace, come parte di ogni cosa, come stessa terra unita a quella mia, come stessa cosa che noi siamo, terra e mare, mare e terra, io e te.


Gabriella Dell'Aria 29.06.2025




mercoledì 29 gennaio 2025

La Vita

 La Vita apre sentieri, crea prospettive, biforca strade portandoti davanti ad un bivio, ti mette di fronte a noto ed ignoto. La Vita ti mette di fronte alle scelte che puoi fare, lasciandoti decidere se farle oppure lasciare che altro o altri decidano per te. 

La Vita ti racconta cose, che poi "cose" non sono; ti parla del Mondo e ti parla di te. Aspetta solo che tu le prenda la mano e gli dica dove vuoi andare, lei ti segue, ti asseconda, qualunque sia la scelta, lei asseconda te.

La Vita... dovremmo guardarla meglio, dovremmo guardarla di più; di solito si legge dentro gli occhi di chi incontri, oppure in una zampetta che si aggrappa al dito che la salva, nel canto di un volatile libero, nella corsa gioiosa di un bimbo che non ha idea di quanto preziosa, e forte, e fragile sia questa Vita. In un pianto disperato, in uno sommesso, nella forza di un'ala che si libra, in un sorriso, in mille e mille cose potremmo fermarci a guardare la Vita; in una roccia modellata dall'acqua, dal vento, in un filo d'erba. 

Forse, se l'ascoltassimo, riusciremmo a non profanarla mai più.

E nel frattempo io trovo cuori. E li porro con me in una foto.

Gabriella Dell'Aria 29.01.2025

Tutti i diritti riservati 



martedì 24 ottobre 2023

Cosa racconteresti ad un bambino

 Tutto ciò che non può essere raccontato ad un bambino per non turbarlo, tutto ciò che il suo cuore puro e pieno d'Amore non potrebbe e non dovrebbe sopportare, dovrebbe darci la misura di quello che è bene oppure no e dovrebbe guidarci nelle scelte di ogni tipo. Educate i bambini a rimanere forti della loro purezza, della loro Grandezza di Cuore, educateli a ritenerla una forza preziosa da difendere e non una debolezza, educateli a pensare con la loro testa, di più, con il loro Cuore.  È lì che risiede la loro Vera Grandezza ❤️

Pensateci quando vi rapportate con loro, pensateci quando agite nel mondo e sul mondo, pensateci quando gli mostrate e gli raccontate la Vita, pensateci quando dovreste difenderli e quando vi chiederanno un mondo di Pace. Non state a nascondervi dietro vecchie rivalità, dietro interessi di parte, avete la responsabilità di guardare i loro occhi, i loro visi, le loro piccole mani, e dar loro la Pace e tutto ciò che gli occorre per avere buona salute e prosperità. Avete la responsabilità di insegnargli che Tutti ne hanno diritto, che i deboli e gli indifesi vanno aiutati, che non esistono privilegi di specie, di genere, avete la responsabilità di costruire il mondo che ogni Innocente vorrebbe, un Mondo di Pace e d'Amore per ogni essere vivente, umano e non ❤️
Gabriella Dell'Aria 24.10.2023

domenica 4 giugno 2023

Si è sempre fatto così

 

"Si è sempre fatto così"!
Questa frase mi fa paura, e a voi?
A me viene da dire "Stiamo in guardia da questa palude". È un pretesto per non crescere, non andare avanti, un pretesto per non guardare con occhio critico ciò che è stato fatto e presupporre che, se altri han così fatto, allora avranno avuto di certo ragione. Se fossimo rimasti ancorati, impantanati in quell'affermazione, nulla di nuovo avrebbe visto luce.
Se quell'affermazione fosse valida, a quale stadio avremmo dovuto fermarci?  Il primo uomo che ha aperto gli occhi su questo pianeta? O ancora indietro ai suoi antenati veri o presunti? Oppure potremmo, per comodità, fermarci a quel modo di pensare solo per ciò che più ci aggrada? Abbracciare questa o quella "vecchia" consuetudine a seconda di ciò che riteniamo più agevole per noi in quel momento, senza fermarci a pensare, a vedere, a sentire? E allora ditemi, è forse finzione quel nostro dolore, quel nostro augurio che non accada più, riferito alle guerre? Perché, ammettiamolo, si sono sempre fatte! E la prevaricazione? Anche lei, per qualcuno, fa parte del nostro DNA!
Non impantanatevi! Guardate con occhi curiosi, abbiate una Vostra idea di come vorreste le cose, continuate a cercare la giustizia e la verità, toglietevi bende, non delegate ad altri il vostro pensiero. Siate aperti alle novità, ma non date per scontato che ogni cosa nuova sia necessariamente bella e giusta. Siate aperti al progresso, tenendo sempre a mente che non esiste vero Bene se qualcuno ne paga il prezzo. Cercate il vero Bene, che porta Bene a tutti, nutre il Cuore. Andate oltre, Oltre il "si è sempre fatto così". La storia è stata cambiata da chi ha rivoluzionato il pensiero, l'azione. Staccatevi dal fardello che ci hanno messo sulle spalle, non è vero che tutto è fatto, che tutto ci è stato consegnato pronto e nulla si può cambiare.
Ricordate che ogni cosa si propaga, ogni pensiero, ogni emozione, mettetene di Belli e loro circoleranno!
Siate gentili, con Tutti e con Tutto, ogni essere vivente, di qualsiasi specie, ogni parte di pianeta, ogni parte di Universo.

"Non si può cogliere un fiore senza turbare una stella", Galileo docet.

Buongiorno a tutti, umani e non ❤️

Buongiorno Mondo.
Mondo che ti Amo, Mondo che ti sogno, che ti cerco, che ti vivo ❤️
Gabriella Dell'Aria 04.06.2023

venerdì 16 settembre 2022

Di cambiamento climatico si muore.

Parlare di cambiamento climatico è diventato fuori moda, anzi, lo è sempre stato per qualcuno. Eppure la gente, e non solo la gente, ci muore. Capisco, si fa per dire, che a pochi importi dei ghiacciai che si sciolgono, degli orsi bianchi che muoiono di fame, della siccità, delle bombe d'acqua, dei disastri vari fuori dalla mura della propria casa, ma dovremmo tutti fermarci a riflettere che la Casa è solo una. Su questa casa abbiamo costruito e costruiamo rifugi e tane di varia grandezza e foggia a seconda del tipo di animale che siamo, e dovremmo ricordarci che se la Casa va a pezzi da qualche parte, riguarda tutti noi, se non per solidarietà, per la nostra sopravvivenza. Dovremmo sapere che se specie animali si estinguono, anche nel caso in cui di loro non dovesse importare niente, poiché nulla in natura è lasciato al caso, quelle vite avevano un loro scopo che è stato depredato, che privare il mondo di quello scopo avrà un effetto, un altro equilibrio da cercare. 

Intanto la gente muore, i bambini muoiono, sui barconi a morire di sete, nelle case o nelle strade a morire per una bomba d'acqua. 

Un minuto di preghiera e si riparte. Perché nulla, né la vita, né la morte, fa cambiare direzione a questi "potenti", che giocano con la vita dei loro simili, figuriamoci con quella degli altri animali! Perché lo sappiamo, l'empatia è più facile verso il simile, se pensi che la Vita che scorre dentro un altro Essere sia diversa dalla tua, che empatia proverai? Se già pensi che sia diversa perché diverso è il colore della pelle oppure il credo, se non ti impegni per azzerare le disuguaglianze, per garantire cibo, acqua, il soddisfacimento dei bisogni primari, se continui a portare avanti modelli di "civiltà" che stanno facendo collassare il pianeta perché guardi a ciò che porta affari alle tue tasche dimenticando che, a meno di non avere navicelle come quelle del film "Don't look up", ad un certo punto quegli averi non serviranno a nulla, quante vite ancora per pagare questo prezzo? 

A qualcuno importa veramente?

martedì 11 maggio 2021

Leggera come un soffio di vita




Leggera, senza pesi sul cuore perché quelli passati in qualche modo si sono o si stanno sgretolando, riempio nel frattempo gli occhi miei di lacrime, che lavano, che portano un po' d'amore, che dicono nello scorrere silenzioso tante cose. Leggera, senza valigie cariche di pesi che intralciano il cammino, a me, agli altri.
Leggera, che voglio fermarmi ad assaporare vita, ad assaporare amore.
Leggera, che voglio portare cose belle in dono.
Leggera, che voglio portare sorrisi e voglio portare Amore.
Leggera e vera, come l'aria, come l'acqua, come un soffio di vita. 
Gabriella Dell'Aria 11.05.2021


martedì 27 aprile 2021

Credettero


Il libro più tosto che io abbia mai letto fin ora è "Le vostre zone erronee", eppure ho letto anche "Se questo è un uomo"  e poi subito a seguire "La tregua"; questi ultimi due, come sapete, sono duri, di quella durezza che viene dal sapere di cosa gli esseri umani siano capaci, di quelle atrocità ideate, perpetrate, che a leggere manca il respiro e la parola, ti metti nei loro panni e pensi - Dio mio! Come fu possibile! Cosa dovettero subire, sopportare! - leggi e ad ogni passo ti auguri e dici "che non accada mai più". Intanto sai che nel mondo accaddero altre immani tragedie, che ogni giorno si consumano guerre e atrocità per mano dell'uomo e a volte ti senti troppo idealista, a volte pensi di essere contro corrente, poi ti guardi e dici a te stessa - Benedetta me - perché continuo a credere che nascerà il buono da ogni caduta, anzi, continuo a sapere che ogni caduta serve a far nascere buono, da qualche parte spunterà questo fiore; perché continuo a pensare, quando non si riesce a cogliere quell'opportunità per trasformarla in bene, che abbiamo perso un'altra occasione. Questo momento storico ne è l'emblema, quante decisione prese, da prendere, quale strategia, mentre il pianeta ci grida che da noi vuole altro, che altro gli serve. E non solo al pianeta, a tutti noi che lo abitiamo. E questa è la storia, chiamiamola normale, di tutti i nostri giorni. Ogni giorno siamo alle prese, come esseri umani, con questo o quel problema, quella catastrofe, guerre, insomma tutta una serie di cose che siamo davvero bravi a creare. Certo non sono le sole cose che creiamo, per fortuna, siamo bravissimi anche a fare bene, a costruire cose buone, ed è lì, proprio lì, come un diamante, il più prezioso, che ha casa tutta la speranza del mondo, anche la mia.

Leggere "Le vostre zone erronee", circa dieci anni fa, mise in crisi e in discussione buona parte delle mie antiche credenze, demolì diversi tasselli e mi fece vedere la vita, le cose, la responsabilità mia su di esse e su me, in un'altra luce, con altri occhi. A distanza di poco tempo lo rilessi, per comprendere meglio, per assimilare meglio e di più perché quando leggo io sono vorace, divoro le parole e poi mi viene lo scrupolo di non aver gustato tutto a fondo, per questo lo rilessi. 

A volte penso che dovrei leggerlo la terza volta, non perché io pensi di non essere all'altezza della comprensione del testo, ma perché vorrei rivedere gli schemi che sconvolse, che mi aiutò a cambiare.

E tutto questo con la poesia che segue potrebbe sembrare non aver nulla a che fare, e forse è così o forse no, perché dentro di me vive da sempre una Gabry guerriera contestatrice, non accetto un "sì è sempre fatto così", un "così va il mondo", vivo convinta che il mondo si possa cambiare nel modo più semplice, la volontà di mettere in scena ognuno la sua parte migliore, la volontà di conoscere, di essere consapevoli, di amare.

L'errore più grande che si possa fare, a parer mio, è quello di vedere se stessi come degli sconfitti, sconfitti dalla vita, dal sistema, dagli altri. Assumersi la responsabilità delle proprie scelte fa di noi protagonisti, a volte anche molto scomodi, la sfida è amarsi a prescindere.

Allora non conta ciò che gli altri pensano, conta ciò che so.


Credettero

 

Quando mi bendarono

credettero d'avermi resa cieca,

quando m'imbavagliarono

credettero d'avermi resa muta,

poi vennero con lacci e con catene

e credettero che mai più

sarei fuggita io.


Nei loro occhi venne poi stupore,

nelle loro mani, incredulità,

intanto io vedevo,

intanto io parlavo,

intanto 

me ne andavo

senza più lacci,

bende né catene.

Poi videro i miei occhi

ov'era scritta la mia libertà.

 

Gabriella Dell'Aria 27.04.2021

Tutti i diritti riservati


sabato 27 marzo 2021

 #Oggiilbuongiornoprofuma di "non importa ciò che dite, io credo nei Miracoli, io credo nell'Amore. Tu non chiamare Amore, quello che Amor non è."

Oggi la mia vocina mi ha scaraventato innanzi ai piedi grandi cesti pieni di parole, di tristezza, di scompiglio e confusione, mi ha poi guardata, quasi a sfidarmi, braccia conserte e sguardo sul mio viso, mezzo sorriso e mezza bocca corrucciata:" adesso cosa fai", sembrava dire, "ti accontenti di questa superficie?".
Ho iniziato allora a prendere quelle sue parole, quelle emozioni, e dentro ognuna ho provato a entrare, ma ecco che lei stona, e avanti un'altra, ed ecco che pure questa, neanche lei risuona, allora ne ho scartata una, e dopo ancora fino a quella sua dorata.
Oggi il buongiorno, contrariamente ad ogni giorno in cui lei porta chiaro e schietto un profumo in dono, mi ha costretta alla ricerca, perché il suo dono era una domanda, dimmi che cosa arde in te, dimmi che vuoi.
Ho alzato parole luminose, ho alzato verso il cielo ciò in cui credo, ho acceso desideri, ho acceso amore.

Dimmi in cosa credi,
dimmi se credi.
Dimmi chi ti ha rubato i sogni.
Dimmi chi li ha smembrati.
Dimmi dove li hai persi.
Dimmi perché li hai persi.
Dimmi per chi,
tu dimmi quando.
Dimmi perché tu
li hai lasciati andare.
Andremo insieme
cesta sulla spalla
ad osservare i fiori
andremo insieme
dentro ai colori.

Ed ecco che cammino
per la strada
mi viene incontro
una voce,
una bambina?
Dimmi Amore mio
chi ti ha rubato
i sogni,
dimmi dove li hai persi
dimmi dove ti ho perso.

Cammino avanti
che indietro non si torna
affido alla magia del giorno
questi miei sogni
che non si son mai persi,
che non si son mai spenti.
Poi magica
la notte
arriverà.

Tu dimmi in cosa credi.
Dimmi se credi.

Gabriella Dell'Aria 04.05.2020
Tutti i diritti riservati

martedì 16 marzo 2021

Se ogni volta sapessimo

 Se ogni volta sapessimo che è l'ultima volta, l'ultima che ci incontriamo, l'ultima che ci sentiamo, l'ultima volta che andiamo in questo o in quel posto, forse ci abbracceremmo di un abbraccio intenso e forte, di quelli che scavalcano i secoli e sono sempre lì, quelli che scavalcano lo spazio e puoi sentirli ancora.

Se ogni volta sapessimo che è l'ultima volta, forse non ce ne andremmo senza un "ti voglio bene" detto voltandosi ancora indietro un'ultima volta, senza un "sempre te ne vorrò".

Se ogni volta sapessimo che è l'ultima volta, forse faremmo foto, anzi un video, per raccogliere in quegli attimi anche la voce, in modo da ascoltarla ancora e ancora.

Se ogni volta sapessimo che è l'ultima volta, ti abbraccerei più forte, più forte io ti amerei.

Ma lei arriva in silenzio, alle tue spalle, senza preavviso.

E ti ritrovi tra le mani nulla? No. Comunque tra le mani ti ritrovi sempre amore. Ciò che era. Ciò che è.

Se ogni volta sapessimo che è l'ultima volta, forse sarebbe davvero troppo difficile andare via.

Gabriella Dell'Aria 13.03.2021

mercoledì 27 gennaio 2021

Giornata della memoria


 #Oggiilbuongiorno non può che aprirsi così, con un'immagine chiara di ciò che siamo capaci di fare, con quello che dovrebbe essere un monito, forte, sempre presente, una linea guida che scorre affiancata a quei binari sui quali i convogli stracarichi di una parte di mondo che si vedeva negare i diritti fondamentali, atrocemente aggredita, stipata, veniva trasportata, ecco, al fianco di quei binari e in direzione opposta dovrebbe scorrere la linea guida inviolabile, invalicabile, che indica da quale parte andare. Invece, se continuiamo a ricordare senza agire, senza nulla fare, se permettiamo abusi, torture, sfruttamento a qualsiasi livello, nei confronti di chiunque, in qualsiasi parte del mondo, se ne parliamo senza però agire, rischiamo di fare retorica e quelle atrocità, quelle vittime Innocenti, non ci avranno insegnato niente. Io credo che l'unico vero modo di onorarli sia un grande, infinito "mai più", mai più violenze, mai più sopraffazione, mai più odio, mai più.

Così in questo giorno, tornando a ricordare tutti loro, dal primo all'ultimo, senza lasciare che la memoria ne cancelli alcuno, piangendo per ciascuno di essi io prego che si stia attenti a ciò che avviene oggi, perché in tutto il mondo, per tutti, sia forte nella volontà e nel cuore quel "mai più". E ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte, nelle piccole cose di ogni giorno e in quelle grandi, ognuno per quello che gli compete, per quello che può fare. 

Oggi la memoria ci rammenta cosa siamo capaci di fare, nel bene e nel male, a noi scegliere da quale parte andare.

Gabriella Dell'Aria 27.01.2021




giovedì 21 gennaio 2021

Una boccata d'ossigeno

 A volte ho bisogno di una boccata d'ossigeno, la trovo qui, tra le parole, tra quelle che scrivo, che leggo, come un balsamo nel quale mi rifugio trova ristoro l'Anima mia. Lì, con loro, in mezzo a loro, respiro profondo e pulito, può scorrere la lacrima che lava quel dolore, oppure che lo fa splendere perché in esso è amore. Lì può respirare il cuore, protetto, al sicuro, in un ambiente ristoratore e limpido, lì io posso creare, immaginare, volare, posso esplorare terre prive di confini, posso esplorare cieli, posso esplorare amore mentre lui forse esplora me. Ma già mentre lo dico lui sorride, Amore mio, mi dice, tu sei parte di me, nulla devo esplorare, tu librati leggera come sai fare, tu danza insieme a me. E la lacrima che scende, sempre quella, ora che mi commuove col suo dire, che pure io conosco, che io so. 


Io son parte di te, mi affretto a dire, e in fondo io lo so, ma vedi, ho da cercarti, da chiamarti, respirarti, ho da cercare questi spazi miei con te, come con l'aria, come con l'acqua, come la vita. Tu sei parte di me com'io di te.


Respira tutto questo che è già tuo, accogli la bellezza, accogline ogni meraviglia, Amore mio. Tu vola, vola che puoi librarti, vola che puoi donarti, il primo dono ecco, questo sei tu per te. Per quello che hai portato, per ciò che hai donato. E sappi che puoi fare assai di più. E vale per ognuno, Amore mio, per tutti e per ciascuno. Respiralo tu a fondo, tu entra nel profondo e capirai, e sentirai, tu ama finché puoi. 


Anche quando sarò altrove, Anima mia, anche allora io amerò. 


Sorride, già lo sa, lo sperimenta, allarga il cuore, mentre le lacrime, beh adesso brillano entrambi gli occhi miei. Mentre respiro, mentre cerco ossigeno, mentre piango un pianto silenzioso che preferisco non mostrare, stringo un poco i denti e vado. Dove, mi chiedo. Attraverso il tempo di questa mia giornata, attraverso la mia vita, nel tempo che mi è concesso qui, quello che è mio. Mi guardo indietro e dopo avanti. A volte un nodo alla gola, altre un sorriso, comunque sia, mentre porto amori dentro il cuore, cammino sempre avanti, innanzi a me. E piango e sorrido insieme, e sembro matta, ma cosa vuoi che importi, io so quello che cerco, quello che amo, e vado per questa strada mia. 

Amore grande, Amore immenso, io sono dentro te, tu sei con me. 


Gabriella Dell'Aria 21.01.2021 

Tutti i diritti riservati 

lunedì 11 gennaio 2021

Ti regalo

Ti  regalo la parte 

migliore di me, 

è lì che si nutre 

e che cresce Amore.

Senza di lei 

tutto il resto è vano, 

è come un abito fantastico 

sopra ad un manichino. 

Tu guarda quel lato 

che nell'immateriale è 

che è la sua casa, 

perché d'Anima 

e di Spirito, 

dove risiede Amore,

e segui il suo cammino 

che da Spirito, 

da Anima deriva 

e scende lungo i fiumi 

ed i torrenti, 

passando dentro il sangue, 

nei muscoli, la pelle, 

in una metamorfosi 

d'Amore fatto carne. 

Ma non dimenticare mai 

da dove viene. 

Tu guarda gli occhi miei

guarda le mani, 

guarda i solchi

che i fiumi 

han disegnato 

dentro al cuore,

in essi

scorre sempre vivo

Amore.

Tu guarda le mie gote

il mio sorriso,

entra dentro di me

con quella stessa parte 

che scende lungo i fiumi

e poi diventa carne, 

io entro dentro te

col bacio mio, 

e  c'incontriamo 

lì dove le nostre anime

si sono già incontrate, 

già aspettate, 

lì dove si amano 

e si sono amate, 

lì dove si baciano

in un bacio di 

Spirito e di carne, 

dove tutto è completo, 

dove tutto è perfetto. 

Ecco, 

è in quel campo 

è lì che ti ho incontrato,

dove ci siamo amati 

per la prima volta, 

dove incontravo te

anche distante, 

lì dove i chilometri 

non hanno peso 

né esistenza, 

il campo in cui 

io e te ci amiamo, 

quello in cui 

ci accarezziamo. 

Credi,

un'altra volta credi.

Mostrami la parte 

migliore di te, 

è lì che si nutre 

e che cresce Amore.

Credo, 

un'altra volta credo.


Gabriella Dell'Aria 02.01.2021

Tutti i diritti riservati 

venerdì 27 novembre 2020

Quello che ho voglia di dire oggi

 Oggi tutto quello che ho voglia di dire è "Amore".

Voglio sentirlo sulla pelle, in ogni fiato di aria che mi passa addosso, che mi sfiora, voglio sentirlo dentro al sangue, in quel fremito gioioso che mi dice che son viva, ne voglio pieni gli occhi, per riconoscerlo dove poso lo sguardo e per guardar con le sue lenti, e la voce, perché ne siano portatrici le mie parole e i baci. E poi anche le braccia, per lasciare il ricordo dei miei caldi abbracci, e le mani, per tutte le carezze che darei, per tutte le dolci cose che farei, e poi anche i piedi, per amare ciò che mi sostiene, e le gambe, per arrivare fin dove c'è d'amare. Ne voglio pieno il grembo perché accoglie, nel suo calore sempre lui accoglie, ne voglio pieno il petto, perché anche lui, che è il posto in cui il cuore incessante palpita e batte, anche lui possa donare e vivere. Ne voglio piene le orecchie, per distinguere i suoni dell'amore e anche per portarlo là dove parte il pianto, il grido d'aiuto di chi intorno non ne ha.

Oggi voglio Amare, forte forte, amare un po' di più, un altro poco ancora, fino alla fine.

Gabriella Dell'Aria 27.11.2020

Tutti i diritti riservati 

mercoledì 25 novembre 2020

Sceglimi

Sceglimi nel dono e nella gioia, 

sceglimi nell'Alleanza, 

sceglimi ad ogni alba 

ogni tramonto,

con una scelta estremista, 

radicale

fin quando amore c'è. 

Sceglimi nella pienezza. 

Sceglimi nella consapevolezza

della sua ineluttabilità

perché anima chiama 

e chiama il cuore. 

Sceglimi sulle labbra,

sceglimi sulla pelle, 

Sceglimi dentro il cuore

come ti scelgo io. 

Oppure vola via da qui


Gabriella Dell'Aria 

Tutti i diritti riservati 


25 Novembre giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne 

martedì 25 agosto 2020

Tutto in un solo gesto

 Era scesa a piedi nudi giù dal letto e in quel gesto, che sembrava assai banale, tutto il significato della vita.

C'era il "mi alzo, sono in piedi, sono pronta ad andare", fa niente ch'era scalza, lei sarebbe andata ugualmente dove c'era d'andare, per lei, per la sua vita, per chi amava, per chi chiedeva aiuto. 

C'era poi il "guarda che hai un attimo di tempo per fermarti" ma lei correva sempre, da questa parte, da quella, facendo mille cose e una, perché intanto sognava nel suo cuore, oppure lui cantava. Ma a tratti si fermava e respirava, sentiva, sulla pelle, dentro il cuore. 

C'era poi il "tempo del riposo", quello finito mettendo i piedi a terra per andare.

C'era il "basta, sono stanca, non ne posso più" che si traduceva nell'andare a cercare aria nuova, per strada, a mare, in una parola, lei che ne regalava, in un libro, in un gelato o anche dentro un film. 

C'era poi il "forza e coraggio, io sono una guerriera, qual è la novità.", ed ecco risplendeva il suo sorriso. 

C'erano le notti insonni, quelle di festa, c'era la lacrima, la felicità, c'era il rossetto ormai sbavato, i capelli spettinati, il vestito sulla sedia, la sottoveste trasparente, il profumo evaporato, i sogni svaniti, quelli nuovi, le persone che le mancavano, quelle che invece no.

C'erano amori, cicatrici, tesori, c'erano progetti, c'era lei.

E c'era ancor di più. C'era mascara asciugato in un fazzoletto di carta, c'era una dedica, una fotografia, c'era la sua immagine allo specchio, c'erano i figli, c'erano i biberon. E indietro, e ancora, c'erano abiti su misura, c'era sua madre, c'era lei ragazza, casacca e jeans e bandana ad anticipare i tempi. E vi potrei dire ancora...di studi, di sbagli, di felicità. C'era "il mondo è qui davanti" , c'era "raccogli ciò che ti donerà" . C'era l'amore, anche ancora indietro, guardando i piedi, c'era l'amore e il tempo che verrà.

Gabriella Dell'Aria 24.08.2020

Tutti i diritti riservati 

sabato 1 agosto 2020

A volte

A volte la mia anima piange.
La trovi mentre mi guarda
e insieme a me compie i gesti,
quelli di ogni giorno
e quelli straordinari,
ma nel frattempo
non vista, 
per molti in silenzio, 
lei piange,
dolce, sommessa,
a singhiozzo,
solo poche lacrime
sparse per la via.
Io la sento,
io le chiedo,
a volte si nasconde, 
tanto che neanch'io
capisco bene la risposta,
allora cerco,
allora abbraccio.

A volte la mia anima sorride.
Allora ci guardiamo nello specchio,
dentro agli occhi,
mano nella mano.
Il sorriso apre un corridoio
ed ecco brillano
occhi e cuore.
Dimmi perché sorridi
Anima mia,
dimmi perché
a volte ti nascondi,
tu parlami di me.

A volte la mia anima grida.
Davanti a mille e più dolori
lei grida, 
e chiede, 
in quel momento 
è lei che chiede a me, 
dimmi come, 
dimmi perché, 
parlami tu del mondo, 
di quello che io
sogno colorato, 
di quello che io amo. 

A volte la mia anima ride.
Ancor più illuminata 
del sorriso, 
che pure è spesso 
più persistente 
e duraturo, 
come zampilli cristallini
e variopinti 
come comete luminose, 
come fonte di bellezza 
e di purezza 
lei ride. 

A volte la mia Anima piange. 
A volte la mia Anima ride. 


Gabriella Dell'Aria 01.08.2020
Tutti i diritti riservati 

domenica 26 luglio 2020

Venere

Venere giace in me
ed io in lei,
così la notte,
così anche nel giorno,
in me si manifesta.
Passano fiumi,
passano e vanno cose,
ma niente slega mai
lei da me,
né me da lei.
Così, mentre giaccio,
mentre camminano,
ovunque sia nel mondo,
qualunque cosa faccia,
ecco che la sua essenza,
che la mia essenza, 
la stessa cosa sono,
più che un profumo
che segna tracce e scia,
oltre e più di questo,
sento chi sono.

Gabriella Dell'Aria 06.07.2020
Tutti i diritti riservati

sabato 18 luglio 2020

Sai rimanere in piedi

Sai rimanere in piedi
dentro la tempesta?
E quanto lei t'avvolge,
ti prende, ti sconquassa,
quando lei ti percuote,
quando fischia_____
Sai rimanere in piedi
tu
dentro questa tempesta?
E quando proverà a farci cadere,
a farci vacillare,
se vorrà farci annaspare,
faticare,
sai rimanere in piedi
dentro questa tempesta?
E quando piove,
e quando splende il sole,
quando dovremo arare
e seminare,
e quando dovremo
poi difendere i germogli,
e gli alberi, ed i frutti,
sai rimanere in piedi
dentro questa tempesta?
E fino a quando il giorno
e fino a quando l'ora
saranno quelli giusti
quelli scelti e voluti
sapremo certo
noi
rimanere in piedi
dentro questa tempesta.
E passeranno i giorni
e le stagioni
mi parlerai di te
ti parlerò di me,
mentre tempesta fischia
mentre tempesta va.
Allungo la mia mano
tu afferrala se vuoi,
andremo ad ascoltare
queste onde
che parlano di me,
che parlano di te.
Vuoi rimanere in piedi
dentro questa tempesta,
dimmi,
sai rimanere in piedi
dentro questa tempesta?


Gabriella Dell'Aria 20.06.2018
Tutti i diritti riservati

mercoledì 24 giugno 2020

Come una danza

#Oggiilbuongiornoprofuma di piccole nuvole bianche che si rincorrono nel cielo, danzano al suono di una musica che noi non sappiamo più udire, o che forse non abbiamo mai possededuto la facoltà di udire, oppure inconsapevoli portiamo la conoscenza della sua esistenza in quella sacra elica che conteniamo e che pure determina quello che noi siamo, di tanto in tanto così la immaginiamo, la sogniamo, respiriamo.
Riecheggia, da un tempo non troppo lontano, una voce; sull'onda delle sue note mi accorgo di essere oltre, in un tempo fuori dal vecchio tempo, nel nuovo da scrivere, nel respiro di questo presente che amo e respiro a mia volta. Mentre la mente tace e parla il cuore; mi porta su lidi esplorati che sembrano nuovi, mi accorgo che amo anche essi, amo ciò che hanno fatto, il sentiero, la strada; mi porta su nuovi e ancora inesplorati spazi, sperimento, guardo con i miei occhi che vanno ben oltre, indomabile intimo mio che sente e scavalca fino ad essere oltre. Mi fermo eppure continuo il mio viaggio. Respiro qualche istante a braccia aperte, gli occhi s'inebriano di ogni bellezza ch'è intorno e che giunge al mio cuore. Mi accorgo che quella musica è dentro di me, mi fermo, la suono, pur non sapendolo io la suono, o forse piuttosto è lei che suona me, come con ogni altro possibile strumento creato, passa, vibra, suona, si accorda con tutto il resto, in una meraviglia che non ha parole. Come nastri variopinti, meglio, come voli...di farfalle, di uccelli, tutti variamente dipinti da quell'artista massimo del Tutto, della perfezione, danzano ogni possibile danza su nel cielo, dall'estensione bassa alla più alta, in questo cielo pieno d'ogni bene, vivono ed amano.
Arriva, silenziosa, la solita lacrima, sembra mettere punto, suggellare, per stamattina sei arrivata dove dovevi arrivare, sembra dire. Ti ho fatto sentire, vedere, toccare quell'oltre in cui ti volevo portare, continua a dire, e questa volta anche la mia vocina ha lacrime sparse per il volto, "tu non tradirlo mai, non tradire la conoscenza di Lui, non tradire il progetto che ha. Ma mentre te lo chiedo sento che vibra dentro te.".
Le lacrime sul mio volto si sono fatte due, il cuore batte forte; "lo sento dentro me, lo amo, dentro al mio sentiero, al progetto originario del mio arrivo qui io voglio stare.".
"Te ne discosti a volte ma poi torni sempre. Ma è tutto perfetto amore mio, è tutto perfetto.".
Ci abbracciamo, io e la mia vocina, sorridiamo mentre ci guardiamo, un po' ci sentiamo stupide a dirci cose ovvie, un po' avevamo bisogno di dircele, che a volte il suono delle parole è musica che accarezza, che rafforza, che rassicura. Preziose le parole, strumenti delicati, trattale con gentilezza, hanno grande potere, tu fai attenzione, continua a dirmi lei. Ed io lo so, ormai lo so; mi strizza l'occhio, mi fa una smorfia delle sue, la firma con la solita linguaccia che ricambio, sorridenti e divertite proseguiamo, la musica che è entrata ha già illuminato la giornata.
Sia una danza ricca d'Amore ogni cammino, per tutti, umani e non ❤️
Gabriella Dell'Aria 24.06.2020
Tutti i diritti riservati

venerdì 19 giugno 2020

Cosa ti aspetti

#Oggiilbuongiornoprofuma di nuovi incontri.
- Dimmi cosa ti aspetti tu da questo giorno.
- Non saprei; so che ho compiti da svolgere, poi quello che verrà.
- Dimmi allora cosa vorresti che accadesse oggi.
Respirò a fondo e sentì la bellezza di ciò che desiderava entrarle dentro al petto, irradiarsi poi da lì per tutto il corpo.
La sua vocina la guardò, poteva scorgere, vedere esattamente ciò che lei aveva sentito, colori ed energia dentro al suo petto.
- Ne hai capacità e potenza dentro, lasciati guidare dall'Amore.
E tutto fu silenzio, perché parole antiche e nuove erano state scavalcate da quell'onda.
- C'è, è vero ed è reale Amore mio, - riprese la vocina, - e tu lo sai, l'hai sempre saputo anche quando credevi di non saperlo più. RespiraLo, ascoltaLo, lascia che ti prenda per la mano.
La lacrima di sempre si fece spazio e s'affacciò, lo sapeva, lo sapeva eccome, e dentro al dolce abbraccio si trovò.
E guardò i passi della vita sua, e vide luci, ombre, vide Amore. Ed ogni passo, da quelli di corsa a quelli saltellanti, da quelli ballati a quelli affaticati, a quelli in cui, come un soldato ferito, procedeva trascinandosi per terra, a quelli in cui non sentiva più, a quelli in cui era tutto ombra e quelli in cui era luce...tutti, seduta, in piedi, in ginocchio:
- Ti amo, io guardo dove sono e dico "Grazie".
Le lacrime divennero più d'una;
- Grazie, per tutto ciò che ho avuto, per tutto ciò che ho. Grazie per tutti quelli che io amo.
La vocina la guardava silenziosa e sorrideva. Ecco, il giorno aveva fatto il suo esordio, le porse un fazzoletto.
Felice vita a te.

Buongiorno, felice vita a tutti, umani e non ❤️
Gabriella Dell'Aria 19.06.2020
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