Eccoci qua come ai tempi della scuola dinanzi una pagina bianca e l'incertezza, l'amletico dubbio: COME INIZIARE? Sicuramente voglio dirti CIAO, che tu sia casualmente transitato di qua o già mio amico, qualunque sia il tuo pensiero, la certezza di questo saluto ce l'ho.
Di certezza ne ho anche un'altra, se sono qui, se ho deciso di "mettere in rete" parte di quello che scrivo è proprio per arrivare da te, per il desiderio di comunicare e condividere insito nell'essere umano, perché ho deciso di "tirare fuori dal cassetto i miei fogli" ed esporli alle tue critiche, al giudizio che se vuoi puoi lasciare sotto ogni mio post, per incontrare e conoscere amici.
In questo blog troverai alcune poesie, racconti brevissimi che durano il tempo di alcuni "morsi" ad un frutto, la sfida mia personale a Flaubert, una storia da "prendere un morso per volta": terza certezza... e dire che a me ne sarebbe bastata una! Ho cominciato; così adesso spero di rincontrarti al più presto.

Gabriella
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mercoledì 29 gennaio 2025

La Vita

 La Vita apre sentieri, crea prospettive, biforca strade portandoti davanti ad un bivio, ti mette di fronte a noto ed ignoto. La Vita ti mette di fronte alle scelte che puoi fare, lasciandoti decidere se farle oppure lasciare che altro o altri decidano per te. 

La Vita ti racconta cose, che poi "cose" non sono; ti parla del Mondo e ti parla di te. Aspetta solo che tu le prenda la mano e gli dica dove vuoi andare, lei ti segue, ti asseconda, qualunque sia la scelta, lei asseconda te.

La Vita... dovremmo guardarla meglio, dovremmo guardarla di più; di solito si legge dentro gli occhi di chi incontri, oppure in una zampetta che si aggrappa al dito che la salva, nel canto di un volatile libero, nella corsa gioiosa di un bimbo che non ha idea di quanto preziosa, e forte, e fragile sia questa Vita. In un pianto disperato, in uno sommesso, nella forza di un'ala che si libra, in un sorriso, in mille e mille cose potremmo fermarci a guardare la Vita; in una roccia modellata dall'acqua, dal vento, in un filo d'erba. 

Forse, se l'ascoltassimo, riusciremmo a non profanarla mai più.

E nel frattempo io trovo cuori. E li porro con me in una foto.

Gabriella Dell'Aria 29.01.2025

Tutti i diritti riservati 



giovedì 24 settembre 2020

Brindo ai percorsi di guarigione dell'Anima

 L'Anima è incredibilmente Meravigliosa, lei segue sentieri, tragitti più o meno brevi, a volte più facili da scoprire, altre un po' meno; talvolta somigliano ad una strada che, piena di tornanti, s'inerpica sulla montagna fino ad arrivare in cima e scorgere, da lì, un panorama mozzafiato, altre come al luna park sulle montagne russe, sale e poi scende veloce da togliere il fiato e sbalzarti quasi dal tuo sedile. Qualche volta ti tuffa in un attimo di infinito, come se a braccia aperte planassi sul mondo meraviglioso che vorresti, che potenzialmente c'è, e tu potessi, grato, sentirne l'essenza. Altre volte con un calcio improvviso ti scaraventa dentro un ipotetico pozzo, per testare te, per vedere se hai finalmente trovato la chiave, la fune, e si affaccia, e ti guarda, e ti aspetta là fuori perché, a differenza di te, sa che ne uscirai in fretta. E quando sei fuori dal pozzo festeggi con lei, la guardi e sorridi.

A volte si avvale di un contrasto per spianarti la via, altre invece di complicità. 

A volte si avvale di mani meravigliose, mani sante che sapranno "darti una mano", altre volte la mano che ti viene tesa è ancora più sacra perché è la tua propria, e questo vuol dire che la lezione la stai imparando e imprimendo in te, nel tuo profondo. 


Capita che io mi chieda se questo, tutto questo ed ogni lezione, vadano a formare poi il sapere da cui attingerà chi verrà dopo, se restino impresse nella sacra elica che conteniamo e vengano poi trasmesse avanti, generazione dopo generazione, creando un patrimonio sacro di esperienze.


Intanto la mia Anima sorride, bambina mia, mi dice, perché per lei sono sempre una bambina, lei immortale, lei bambina, donna, fata, regina, dea, lei che sa oltre il mio sapere, non hai visto ancora niente, continua; sorrido a mia volta, spero sia magnifico quello che ho ancora da vedere.


Socchiudo gli occhi, respiro lento e profondo, sorridiamo, ma si che lo è.

Gabriella Dell'Aria 24.09.2020

Tutti i diritti riservati

venerdì 10 aprile 2020

Libero fu

Oggi il silenzio che si espande s'affaccia alla finestra e chiede, in silenzio, aiuto. Piovono luccichii e piovono raggi di Sole, dove c'è musica, dove regna Amore.

- E dimmi dove regna, ch'io possa incontrarlo. Valicherò montagne, saprò arrampicarmi fino a lui, in alto, fino al cielo.
- E se fosse nel mare? Andresti anche là per incontrarlo?
- Se regna in mare allora io lo solcherò per tutta l'estensione, e se fosse negli abissi, io lì lo troverò. Tu dimmi dove regna, in quale luogo, ovunque sia, io lì andrò.
- E se fosse nel deserto?
- Nulla mi fermerà, non temo il deserto più di quanto tema io l'abisso, setaccerò anche quello finché lo troverò.
- E se fosse...
- Non c'è posto alcuno nel quale non andrei, lo cerco da una vita, ne sento la mancanza, il desiderio, io sogno il suo profumo. Tu che lo conosci, tu che sai dove lui regna, non puoi capire me, che lo sento strappato dalle mani, allontanato dai miei occhi, dagli abbracci che solo ho sognato... voglio restare fermo ai suoi piedi, al suo calore inchinarmi, voglio sentirmi amato, voglio sentire quello che ho sognato, quello che dicono le voci, quello di cui si parla. Non sai, un giorno l'ho incontrato dentro un sogno, da quella volta non c'è istante ch'io non cerchi lui. Tu dimmi dove regna, lascia che io lo trovi, sarò suo cavaliere, suo suddito, suo servo. Ma tu non tenerlo tutto per te solo, sappi che io non te lo ruberò, voglio solo che illumini un poco anche me, lascia che un po' mi scaldi, solo per poco tempo e dopo me ne andrò, lascia che io gli chieda qualche cosa che non so, lascia che un po' m'insegni così da poter andare dopo per il mondo. Lascia che parli un poco anche a me.
Mentre diceva quasi singhiozzava tanto le lacrime scendevano copiose, ed io che lo guardavo già l'amavo.
- Chi dice che, trovandolo, vedendolo, tu possa poi lasciarlo?
- Se vuoi prometto che dopo me ne andrò.
- Vedi, non è questo che cerco, che tu poi vada via, in realtà io bramo che lo trovi ma devi essere sicuro, perché dovrai scalare monti alti fino al cielo, andare nei deserti e negli abissi - m'interrompe:
- Così ha più dimore, dovrò cercarlo in tutte poco importa.
- Esiste una capanna, una grotta, una regia - ed ecco che di nuovo lui m'incalza:
- Dimmi, tranquillo, me lo ricorderò, ricorderò ogni parola per arrivare a lui.
- È un luogo solitario eppur centrale, è un luogo ben nascosto e conosciuto, il centro dove opera e lui regna, eppure non comanda, chiede.
- Come può lui regnare senza impartire ordini...
- Le leggi sue sono leggi certe, scritte indelebilmente, eppure non c'è carta e non c'è inchiostro. Quando lo troverai tu capirai.
- Dammi le indicazioni per arrivare fino al suo regno, continua pure, perdona la domanda.
- Se vuoi sapere devi domandare, e cercherai, chiederai, supererai ostacoli, dipende da te trovarlo, lui ti conosce già, ti ha già trovato.
- Lui ha grande potere quindi. Forse nel sogno in cui ci siamo visti? Forse mi fa seguire da qualcuno e aspetta di capire se io l'ami?
- No, nessuno ti ha seguito né ti segue.
Esiste, ti dicevo, una grotta, una capanna, una regia, e tu dovrai fermarti nel silenzio e  andare tra la gente per trovarle. E forse ti basteranno pochi passi, forse ce ne vorranno più di mille o cento, nessuno può saperlo, dipende dai tuoi occhi, dal permesso che dai ad essi di vederlo, dal permesso che dai a te stesso di ascoltarlo e di trovarlo, se veramente vuoi, tu lo troverai. Cambia i destini e cambia ogni vita, Amore è il regnante più potente che ci sia. A te scegliere. Percorri il tuo cammino e tu lo troverai.
- Così mi dici tutto e niente, capisco che può esser dappertutto, o mi sbaglio? Lo cercherò per monti, per mari, per deserti...
- Non dimenticare un posto assai vicino eppure a volte ben nascosto. Io vedo la sua mappa nei tuoi occhi.
Cadde a terra in ginocchio, disperato:
-  Tu, che ce l'hai stampato dentro gli occhi, tu che ce l'hai nel cuore, nelle mani, dammi un indizio ancora. Adesso io so tutto e so niente, può esser dappertutto. Ma non mi do per vinto e prima di morire io lo troverò.
Lo presi per le mani, in fondo eravamo nel deserto, negli abissi, sulla cima del monte più elevato, sul mare, dentro il bosco, raccolsi le sue lacrime e aspettai.
- Mi preparo per il viaggio, devo portare forse tante cose.
- Tranquillo, hai già ciò che ti occorre, al resto ci penserà la strada.
Mi soffermai ancora sui suoi occhi e dopo l'abbracciai :
- Ricorda, lui ha infiniti regni e un solo regno.
- Amico mi confondi ora.
- No, ti do un indizio in più.
Lo salutai ponendo la mia mano sul mio petto, dopo le giunsi entrambe.
- Amico, - mi chiamava mentre m'allontanavo, - amico dimmi, c'entra per caso il cuore?
- Non solo amico mio, non solo. - gli gridai.

Passarono dei giorni, forse mesi, e ad ogni passo il mondo intorno a lui cambiava, ecco che ritrovava fonti e Amore in quello che incontrava. E gli alberi, le piante, gli animali, e i fiumi, i boschi, le sorgenti, il cielo e il deserto, e l'abisso "Lui ha infiniti regni e un solo regno", lui capì.
E fu Amore dentro e fuori, e fu vita cambiata, Amore che si espanse, e fu la libertà.
Poiché Amore Libera, libero fu.
Gabriella Dell'Aria 10.04.2020
Tutti i diritti riservati

sabato 18 gennaio 2020

Coraggio, paura.

I traumi, infantili e no, a volte non li riconosci subito, non sai d'averli, ti adatti alla loro presenza/assenza senza averne coscienza, si creano, li metti in un angolo, li ignori, vai avanti convinta d'averli sbattuti fuori, non li hai neanche catalogati come traumi, non gli hai dato peso, proprio no, creando così la premessa per quella presenza/assenza, perché pur  avendoli, t'illuderai di non averli avuti mai. Così mi guardo in questo spazio d'infinito, guardo dentro di me e mi soffermo...ed ecco che io oggi ne ho trovato uno...o forse due. Eppure stridono fortemente con quello che io sono, con ciò in cui credo, mi chiedo allora che ci fanno ancora accoccolati là. Ed ecco che lo sguardo che su di loro si sofferma altro non fa che ricoprirli con le carezze e i baci, ecco una bambina rintanata, in una tana, in una culla, in un lettino, dietro una porta. Così mentre cammina per la strada, lei se la porta dentro e non lo sa. M'affaccio ancora su questo regno vastissimo racchiuso nel mio corpo, che pure sembra microscopico di fronte all'infinito, così come lo sembra ogni atomo rispetto a tutto il corpo, l'universo che contengo e quello che mi contiene, dentro e fuori, uguali. Divago mentre mi guardo ancora, e vedo, come tardivi imprinting, segnali che arrivarono da fuori e che stridono con quello che io sono. Vorrei sapere come son giunti qui e che ci fanno ancora.
Che meraviglia! Guardarsi dentro gli occhi, scendere fino al cuore, ed esplorare gola, e polmoni, salire su al cervello, guardare ossa, e muscoli...che meraviglia. Un battito, un sorriso, una mano che stringe, una che lascia, una lacrima, un piede che avanza. Che meraviglia! Mentre io scopro un potenziale da scoprire ancora, finché c'è vita, mentre io scorgo ferite, potenziali traumi risolti o no, paure travestite da coraggio e viceversa, mentre scopro strade e sentieri, mi guardo dentro gli occhi e accolgo me!

Gabriella Dell'Aria 18.01.2020
Tutti i diritti riservati

lunedì 18 novembre 2019

Ho spostato la pietra


Ho spostato la pietra
all'ingresso
e spazzato la via.
Tra viaggi di catene
mi trascinarono muti.
Vetrine d'oblio
in cui anime e cuori
in abiti spogliati,
che un poco
sono loro
e un poco no,
mi tirano indietro
in un cammino
sordo e muto.
Cadono gocce
di sorriso,
di sudore,
di dolore,
semino tracce di vita.
Guardo dinanzi
l'uscio e la strada
e un piede dopo l'altro
professo la mia fede.
Stormi di occhi
in parte giudicanti
e in parte no.
E ad ogni sosta
fremo
e bramo ripartire.
Tra schioppi
e metaforiche frustate
mi sento ritornata
ed il sentiero che cercavo
cerco.
Tutto torna all'inizio,
tutto in uno srotolio
succede,
e passa e torna
fino alla meta sua.
A me un'altra carta
un altro gioco,
e scorre e viene
e torna e va
fino alla carta mia
vincente.
Guardo la porta
e guardo la mia strada
a volte piango
altre sorrido
ma sempre l'amo.
Mentre il mio viale
è lì che splende
e chiama.
Un'altra carta a me.

Gabriella Dell'Aria 09.10.2019
Tutti i diritti riservati 

mercoledì 12 giugno 2019

Le scelte e i colori


La nostra vita è un insieme di infinite possibilità, s'incastrano, le une con le altre, ad ogni battito, in ogni istante. Così, mentre ora sono qui e scrivo, nello stesso modo potrei essere altrove e fare altro, incontrare altro. Quindi in questo istante ho scelto di prestare ascolto a quello che sento, fermarlo con le parole, per definirne i contorni. Come un dipinto, un quadro, un disegno. Ed ho "scelto" che valesse la pena di farlo. Ho scelto.
In realtà il pensiero aveva scavato più a fondo ed aveva creato note sullo smartphone ognuna delle quali s'inseriva in un risvolto, sondava un aspetto, un stato d'animo, una lezione forse d'apprendre ancora. Come mille tasselli di un puzzle variopinto dove qualcuno arrivava ad aggiungere, levare,  a mescolar colori.
Senza accorgersene un'altra nota stava prendendo forma sotto le sue mani.
Si pose dinanzi al puzzle, inginocchiata lì di fronte, con determinazione e con amore ci passò le mani sopra, come a spostare via la sabbia depositata sulla superficie, e ci levò quello che soffocava il cuore. E ci versò i colori, quelli suoi.

Gabriella Dell'Aria 
Tutti i diritti riservati 

martedì 16 aprile 2019

Tornare...ritornare

La ripropongo :)

Amore strappato

Amore che manca
Amore non c'è più!

E vorrebbe crogiolarsi,
crescere,
in mancanza d'abbracci,
in ricordi
non ricordati.

E Amore che non c'è
Amore che non parla
Amore inascoltato!

Ma quello non è amore

e dove non c'è gioia
amore manca.
E tutto è trasformato
in un inno alla mancanza:

Amore che ti sogno,
Amore dove sei,
Amore scivolato!

E Amore da lontano 
guarda e grida:
Se solo la smettessi,

se solo tu guardassi,
se a me tu permettessi,
anzi,
se permettessi a te,
tu sola a te soltanto
di starmi ad ascoltare...
la luce e l'incanto
lo scintillio vedresti
con l'anima e col cuore
perché respiri amore.

E amore che m'abbraccia,
Amore eccomi qua,
Amore ritrovato!

Ma lui non se n'è andato,
Amore è sempre qua,
Amore ritrovato!

E Amore canta e parla,
nei germogli
delle piante
tutt'intorno,
in un cucciolo
che nasce,
in uno abbandonato
che ne chiede,
nelle mani
con i palmi verso l'alto,
nei fiumi ora rossi di dolore
Amore piange,
Amore ama più forte.

Ed io in tutto questo
sto evitando di guardarmi.
Amore aspetta me,
aspetta che mi guardi.

Amore dove sei?
Sei sempre stato qua!

E Amore 
Amor della mia fede
e del mio credo
Amore che sentivo
e respiravo,
nella musica che
mi attraversa il corpo
nel petto 
a volte scosso
dal singhiozzo
nei pugni delle mani
aperti e chiusi.

Ora non più,
ora non voglio
proseguir mancanza,
voglio cantar
lodar la tua presenza.

Amore in ogni cosa
Amore dove sei.

E Amore mi sussurra da vicino
son sempre stato qua
ti ho riscaldato.

Amore dove sei

mi sei mancato.
Amore eccomi qua,
Amore ritrovato.

E Amore
Amore canto
Amore ballo,
in punta
a pianta piena
in piroetta,
Amor
che tutto impregna
e n'è impregnato,
Amore ritrovato!

21.06.2015Gabriella Dell'Aria
Tutti i diritti riservati