Eccoci qua come ai tempi della scuola dinanzi una pagina bianca e l'incertezza, l'amletico dubbio: COME INIZIARE? Sicuramente voglio dirti CIAO, che tu sia casualmente transitato di qua o già mio amico, qualunque sia il tuo pensiero, la certezza di questo saluto ce l'ho.
Di certezza ne ho anche un'altra, se sono qui, se ho deciso di "mettere in rete" parte di quello che scrivo è proprio per arrivare da te, per il desiderio di comunicare e condividere insito nell'essere umano, perché ho deciso di "tirare fuori dal cassetto i miei fogli" ed esporli alle tue critiche, al giudizio che se vuoi puoi lasciare sotto ogni mio post, per incontrare e conoscere amici.
In questo blog troverai alcune poesie, racconti brevissimi che durano il tempo di alcuni "morsi" ad un frutto, la sfida mia personale a Flaubert, una storia da "prendere un morso per volta": terza certezza... e dire che a me ne sarebbe bastata una! Ho cominciato; così adesso spero di rincontrarti al più presto.

Gabriella

martedì 14 marzo 2017

Ti Amo

- Ti Amo!
- Lo so! Ma dimmelo
sempre come
la prima volta,
quando facevo finta
di non capire
per sentirtelo
ripetere ancora!

Gabriella Dell'Aria
Tutti i diritti riservati

mercoledì 8 marzo 2017

Otto Marzo, Festa della Donna, pioggia di Mimosa

Otto Marzo, Festa della Donna, pioggia di mimosa.
Ed apro l'ombrello! Non fraintendere, non sono rivoluzionaria...o forse sì!!! Sorrido! Io, Donna! Mi giro a destra, a sinistra, guardo davanti e anche indietro, ormai chi mi legge lo sa______ e mi guardo allo specchio______ m' interrogo! Io, Donna, otto marzo________ ma anche tutti gli altri giorni________ che cosa vorrei? Cosa vorrei veramente?
Tappeti di fiori ai miei piedi e dolci parole stillate_____  sipari che scendono a nascondere una scena vuota! Deserta! Che mai si è riempita davvero! E cercano di distrarmi da quello che voglio________ ma illusioni e false apparenze non hanno più presa su me! O almeno ci provo! E sorrido di nuovo! So quanto mi costa e quanto è costato.
Torno così a ciò che vorrei, intanto nella mente le mimose si accostano a scarpette rosse abbandonate violentemente qua e là_______e i miei pensieri vanno da un'altra parte_____ a tutti gli uomini che sono nella nostra vita iniziando dal primo vagito______ e penso a mio padre e a quello di ognuna di noi, e poi fratello, fidanzato/marito/compagno, figlio, amico_____ ognuno ha un ruolo nella nostra vita, alcuni li amo profondamente______qualcuno l'ho amato____ e anche oggi, come ogni otto marzo, nel cuore nasce la mia dichiarazione d' amore a certi uomini, a quelli che, forse in equilibrio con se stessi_______ chissà____________ non spetta a me dirlo né saperlo forse_____ dicevo a tutti quegli uomini che: è sempre, anzi mai, otto marzo! Perché non hanno bisogno di un giorno per festeggiare la nostra presenza nella loro vita! A tutti quelli che: "io ti amo ogni istante"! A quelli che Amano! Non credere sia banale! Non far confusione tra l' Amore vero e quello dichiarato!
A tutti quelli che ci parlano d'Amore ed ogni parola corrisponde ai gesti e questi alle parole stesse, a quelli con il coraggio della sincerità e del rispetto per noi, la nostra vita, la nostra intelligenza! A quelli che sono al nostro fianco, che camminano con noi e che non ci vedono come terreno di conquista, come qualcosa da possedere o qualcuno da sbaragliare! A quelli che__________"Lo sai, siamo diversi, ognuno le sue peculiarità, io t'insegno, tu m'insegni_________ oppure sai che c'è? Che dove non arrivo io, arrivi tu! Che siamo fatti per guidarlo insieme questo mondo!"  Agli uomini che Amo, Amori miei, agli uomini, siano essi genitori, compagni, figli, amici______ a questi uomini ogni otto marzo, festa della donna, pioggia di mimosa, penso! E aspetto fiduciosa di poter dire un giorno: A tutti gli uomini! A quelli che hanno lottato e vinto insieme a noi contro le ingiustizie e le disparità! A quelli che hanno voglia, desiderio, di costruir con noi!

Gabriella Dell'Aria
Tutti i diritti riservati

martedì 28 febbraio 2017

Teatro a gettoni

Questo testo partecipa all'iniziativa "La libertà non è un bavaglio"

Sono venuti a strapparmi i fogli, a scrivere un copione, questa sera, signori, ognuno il suo gettone!

Nel silenzio sento già il brusio e la luce filtra dalla porta sulla strada, teatro di periferia, teatro di velluti rossi, stucchi e oro...ovunque esso sia... comunque sia...teatro. Sono sul palco e tu ti avvicini, biglietto pagato, gettone venduto.          
Mi guardi. I miei occhi si soffermano su di te poi  subito dopo sulla sala ormai affollata: - Ciao, benvenuti! -
Io, piccola marionetta, giro il capo da una parte e dall'altra, poi vi rivolgo un saluto... uno di quelli che mi hanno insegnato, serve a stupirvi, a compiacervi... è un inchino di quelli esagerati, che nemmeno te l’aspetti!  Ho truccato il viso di "non-trucco" per nascondere meglio la mia faccia e sembrare un pochino più sincera e mi sono chiusa dentro questa specie di armatura...sembro veramente una marionetta... e adesso sono qui, al centro della scena, sono qui e mi presento…!
Ora passo in mezzo al pubblico a distribuire gettoni di plastica di vari colori, qualche bambino si nasconde impaurito, qualcun altro guarda incuriosito... c'è poi chi, allungata la mano a toccarmi, subito la ritrae, chi invece cerca di strappare la mia maschera...e insiste non sapendo che maschera non è...Ed io cerco di proseguire, di svincolarmi, di andare avanti...senza smorfie, senza suoni, senza lacrime!                    
Torno al centro del palcoscenico... della pista, dell'arena...dimmi dove vuoi vedermi questa sera...ognuno vede quello che lui chiede,  ognuno utilizza il suo gettone e io...io sono qui...ognuno il suo copione!

Vanno via che ormai si è fatta sera, e parlano l’un l’altro e plaudono alla bravura di quella marionetta! Ed io, la marionetta, smetto il vestito e il trucco e torno scimmia, e piango, non vista e non udita, piango! È solo un istante, dal fondo del teatro arriva lui, addestratore, giudice, inquisitore! Tremo ancora un attimo, poi chino il capo e lo precedo, catene alle caviglie e mani imprigionate...

E arriva notte, e tutto  è silenzio e tutto buio, la ciotola con l'acqua e quella con la sbobba ormai rinsecchita...e non ho fame, e non voglio figli con la stessa vita mia...ma niente è più quello che io voglio! Mi avvicino a mangiare un boccone che non riesco comunque a deglutire e m’impegno ad ingoiare. Mentre penso ai gettoni ed ai colori, guardo il mio addome che si fa rotondo! -"Figlio mio amato! Figlio mio! Che cosa toccherà domani a te? Come ti posso, io, salvare adesso?"-
Ed è ormai notte...e il cuore batte forte ed ho il fiatone, sento nel grembo il mio piccolino e intono un canto...unico modo che mi viene per Amarlo!
E giunge l'alba e vengono a cercarmi, muovendo dai cespugli tutt'intorno, io guardo fuori e annuso l'aria...è già il momento? ...eppure intorno non sento la paura...
Ed ecco che si fanno più vicino, piccole ombre ed occhioni puri...gettone in tasca che non hanno usato! Ma io li ho preceduti, stanotte ho spezzato le catene! E per la prima volta, finalmente, sento battere le mani e il cuore ride!
Gabriella Dell'Aria


Blog/siti, forum e pagine social che aderiscono all'iniziativa:

venerdì 10 febbraio 2017

E si stese accanto a lei

E si stese accanto a lei___
e ne sfiorò il corpo,
fermò lo sguardo su ogni centimetro___
e non soltanto gli occhi
ma anche la sua anima
la conobbe___
ne accarezzò ogni cellula,
lentamente e dolcemente
la sfiorò,
asciugò coi baci ogni lacrima
cancellò ogni cicatrice
guarì ogni ferita.
Disteso, l'accarezzò con gli occhi
e con le labbra___
le baciò testa, palpebre, capelli___
E lei riemerse da tutti quei dolori ___
E fu di  nuovo bimba___
E ritornò bambina____
Gabriella Dell'Aria
Tutti i diritti riservati

martedì 17 gennaio 2017

Senti

E ti guardo,
e mi guardo...
a volte ti vedo
a volte mi vedo.

Sonda l'insondabile
leggi il non scritto
scrivi il non detto
senti,
con il Cuore
dentro il Cuore
oltre il Cuore
senti.

Gabriella Dell'Aria
Tutti i diritti riservati