Eccoci qua come ai tempi della scuola dinanzi una pagina bianca e l'incertezza, l'amletico dubbio: COME INIZIARE? Sicuramente voglio dirti CIAO, che tu sia casualmente transitato di qua o già mio amico, qualunque sia il tuo pensiero, la certezza di questo saluto ce l'ho.
Di certezza ne ho anche un'altra, se sono qui, se ho deciso di "mettere in rete" parte di quello che scrivo è proprio per arrivare da te, per il desiderio di comunicare e condividere insito nell'essere umano, perché ho deciso di "tirare fuori dal cassetto i miei fogli" ed esporli alle tue critiche, al giudizio che se vuoi puoi lasciare sotto ogni mio post, per incontrare e conoscere amici.
In questo blog troverai alcune poesie, racconti brevissimi che durano il tempo di alcuni "morsi" ad un frutto, la sfida mia personale a Flaubert, una storia da "prendere un morso per volta": terza certezza... e dire che a me ne sarebbe bastata una! Ho cominciato; così adesso spero di rincontrarti al più presto.

Gabriella

domenica 27 giugno 2010

1992... vent'anni che passano...

Ancora due e sarà un ventennio,
vent'anni che passano,
mi guardano,
aggiungono un fiore
una lettera
o solo un biglietto...
e ogni volta che si fermano,
soffermano,
un brivido corre dalle fronde
fin sotto la terra
che si nutre
e mi nutre d'amore.
E quasi non mi sembra
d'aver avuto una storia,
una vita,
prima di questa, iniziata,
dicevo,
da meno di un ventennio.
Come se fosse iniziata
quel giorno
per una, tante finite!
Un albero

come tanti alberi
davanti una casa
io già lo ero, eppure non ho quasi ricordi
prima di allora...
qualche volto di bimbo,
quello sì,
...volanti...sirene.
Così, da quel giorno,
io sono "l'albero",
mio malgrado
un simbolo.
Io che volevo essere un albero
come tanti alberi...
come gli eroi che forse loro
non avrebbero voluto essere...
così loro
e albero io!
Ho visto e sentito
lodi e onori
ed ogni volta la terra fremeva
d'orgoglio
d'amore
di rabbia e dolore
e mille volte ho immaginato
di sollevar le radici,
sfrondare i miei rami
contro quelli che so
perché la terra
che mi tiene, mi nutre...
mi parla.
Vi dico questo
all'alba di oggi
quando, prima di vederli
di udirli
ne ho sentito l'arrivo
nell'aria...
e mentre
dalla foglia più nuova
a quella più scura
il fremito, l'allarme
vibrava scendendo giù per il tronco
la terra, a sua volta,
trasmetteva e amplificava
il suo grido d'aiuto.
E abbiamo sentito
che i miei eroi
morivano ancora!
Sono giunti a me 
senza fiaccole
navi o striscioni,
in silenzio...
nessun cordone
nessuna folla!
Ho guardato l'asfalto,
i ricordi
che ora son tanti,
la strada deserta,
ho rammentato i pianti,
gli abbracci,
le tante promesse,
gli slogan...
e tutte le navi...
un'ultima volta!
Poi, 
con la loro piccola gru
si sono portati
sopra di me
a calarmi un cupo,
nero, pesante cappuccio.
Calando un sipario
sul simbolo dell'esempio
che ero!
E nella fretta spezzano un ramo,
si staccano alcuni messaggi
come brandelli di vita
che perdo
e il pianto di linfa che verso
lo accoglie, raccoglie
l'aiuola.
E ora più che mai sento i
fremiti della mia terra!
E ora più che mai vorrei
sfrondarmi la chioma!
Ma devo aspettare che
un cuore sincero
mi faccia di nuovo
parlare...
e sotto la cappa
comincio l'attesa...
ma non vorrei,
non vorrei mai
avere bisogno d'eroi!

Gabriella Dell'Aria

mercoledì 23 giugno 2010

Per me è un altro triste giorno...

E' semplice! L'hanno fatto! Lo fanno! Lo rifaranno!
Affama un popolo e ne otterrai ciò che vuoi!
Sempre più polvere si alza da questo terreno e offusca la chiarezza dei fatti... aumentando quindi la mia preoccupazione! Una delle cose che temo di più è la modifica del ddl Alfano, di fatto ciò a cui aspira Berlusconi poichè, in questo modo, non correrà il rischio né di un referendum abrogativo né, probabilmente, dell'intervento della Corte Costituzionale quindi, se l'opposizione scende a patti, sarà realizzato il progetto di Silvio. Non ci vuole molto a capire che, schiavizzando una persona, togliendole il cibo, la luce... quando eserciterai la pietà (falsa e non dovuta perchè quella persona l'hai ridotta tu in quelle condizioni) regalandole un pezzo di pane, lei probabilmente, archiviata la violenta ribellione, l'opposizione all'abuso, piegata dalla schiavitù, registrerà quel dono come benevolenza... quasi una vittoria!
Ecco un ddl Alfano modificato sarebbe la stessa cosa; temo che alcune modifiche possano far gridare alla vittoria chi non lo vuole, mentre sarà vittoria solo per chi aveva già previsto di farlo passare così, tra le grida di protesta, manifestazioni, indignazione e... "colpi di fiducia", bisogna invece dargli il posto che merita... il cestino e non parlarne mai più!

Frutto dello stesso pensiero, dello stesso percorso socio-economico-politico, mi appare l'accordo (mi sono persa qualche passaggio, ero rimasta ai tempi in cui, per accordo, la lingua italiana indicava qualcosa raggiunto dall'incontro di esigenze diverse che convergono per arrivare ad una soluzione in cui le parti si sentano garantite) presentato dalla Fiat. Ma faccio un passo indietro e vado a Termini Imerese i cui operai, prima lodati come i più produttivi, sono stati additati per lo sciopero della scorsa settimana senza dar loro diritto di replica... naturalmente sappiamo tutti che Termini chiuderà l'anno prossimo, gran parte della cittadinanza vive del lavoro di questa fabbrica o dell'indotto. Dopo aver giocato questa carta si va a Pomigliano "mettendo sotto il naso" dei lavoratori un investimento cospicuo a patto che si rinunci ad alcuni diritti... io sono convinta che elevato numero di scioperi e malattia, assenteismo in occasione di eventi elettorali... possano essere combattuti in modo diverso. Dovevano scegliere se "portare il pane a casa" e tornare indietro agli anni in cui i datori di lavoro erano i "padroni" o se tornare a casa a mani vuote! Così, il mancato sviluppo di alcuni Paesi, la possibilità di portare fuori dal territorio nazionale le fabbriche e sfruttare la possibilità offerta da alcuni mercati esteri di lavoro a basso costo , si ritorce su di noi, diventa materia di ricatto. Si è creato così il presupposto che ci porterà indietro nel tempo... la mancata evoluzione degli altri è anche affar nostro... altrimenti bisognava adottare misure sempi-protezionistiche e tutelare il mercato... ma i politici non sono statisti... e agli imprenditori va bene così perché, a loro volta, da datori di lavoro diventano  di nuovo padroni.

GM C

giovedì 17 giugno 2010

Sipario

Lentamente
il sipario scende
sugli occhi 
e rinfranca
lo sguardo
                       non sapevo d'avere
                       tanta stanchezza!
Adesso non vedo
le pozze di sangue
né lividi
percosse
o capi chinati.

Un lucido mp4
con cuffie HQ
trasmette da ore
la stessa canzone:
é un inno, un ringraziamento

... non distinguo rumore
all'infuori di esso
                                che strano regalo
                                mi han fatto!

Talvolta apro gli occhi
e poggio lo sguardo
su visi stirati
uguali sorrisi
che sanno di niente
così, quando schiudo
un poco le labbra
altro non faccio
che dire di questa
ilarità vuota.

Chiudo gli occhi
per dormire
cullata dal canto
che vuole
ammaestrare,
eppure la rabbia
non scema
anzi cresce
e riporta alla mente
il sangue... le bombe
e grossi bavagli
sui corpi ammazzati
... di nuovo!

Tolgo la maschera
che mi hanno calato
sugli occhi
                           non era stanchezza!
spengo la musica
e vedo svanire i sorrisi
i volti stirati
e al posto di essi
fabbriche vuote,
cestini in disuso!

Gabriella Dell'Aria

sabato 5 giugno 2010

Prima che la legge m'imbavagli...

... nonostante la mano faccia ancora male, voglio fare alcune semplici constatazioni!


UFFA (questa parola non rende appieno l'idea ma è il mio modo per esprimere forte contrarietà, disappunto, dolore)!!! Io questo Paese lo amo! Lo amo davvero! E sono orgogliosa d'essere italiana! Un orgoglio che respiro passando per le strade che hanno visto scrivere la storia, fiorire le arti, la cultura, il diritto! Eppure ho l'impressione talvolta che, questo mio Paese, non sia riuscito a fare molti passi avanti dall'epoca in cui Roma fu invasa dai Barbari! Già, perchè mi viene in mente un documento, riportato in un testo di storia, che metteva in risalto il funzionamento della società: classista, iniqua, violenta. Era la società in cui, ad un romano qualunque, uno dei tanti, capitava di trovare più allettante a volte "passare dalla protezione romana a quella barbara" perchè preferiva "sentirsi libero da schiavo che schiavo da uomo libero". Certo, quella barbara era una società molto particolare eppure, limitatamente a sé stessa, aveva una strana cultura... il rispetto dell'altro! 
Mi guardo attorno e percepisco una libertà fittizia che chiede, in cambio di una pseudo-serenità, di far proprie le "doti" delle tre scimmiette e, chinando il capo, continuare ad andare avanti... ma avanti solo nel tempo... nel senso che i giorni passano e piano scorre la vita!
Poi mi faccio un esame di coscienza e mi dico: "In fondo classista lo sono anch'io! Io che vedo "grandi uomini" negli operatori ecologici che rendono vivibili le nostre strade, negli studiosi costretti, dopo aver resistito, a emigrare, negli insegnanti che credono ancora nel valore del loro mestiere e lo fanno con amore, nell'operaio dell'acquedotto e in tutti quelli che, giorno dopo giorno, si recano in fabbrica, nei giornalisti che non tradiscono e non vogliono tradire il loro mestiere, nei muratori, negli ingegneri, nel medico che cura senza badare solo al portafoglio o al colore di chi ha di fronte, nel bidello, nell'inserviente... insomma in tutti coloro che svolgono onestamente il loro lavoro e permettono ogni giorno al loro Paese di andare avanti! Per me i politici, che pure negando hanno tutto il potere che vogliono sulle sorti e i destini dei popoli, dovrebbero fermarsi a pensare che i loro privilegi, le remunerazioni... sono sempre pagate da noi, uomini qualunque, a volte trasformati in numeri da tradurre in voti, e che, ciò che hanno, non lo possiedono per diritto di nascita né predestinazione!... e dovrebbero smetterla di tartassare le classi più deboli e la cultura, la ricerca, il fondamento di ogni Paese che non vuole spegnersi ma muoversi in direzione contraria!

Tornando alla patria del moderno diritto ieri, con grande stupore e dolore, ho scoperto che il reato di pedofilia, dopo dieci anni,  da noi cade in prescrizione! Dando così ai colpevoli la possibilità di continuare a nuocere ad altri bambini! Si tratta di reati molto gravi! Il mio pensiero, il mio sentire è che, per reati contro la persona, contro i minori, non dovrebbe esserci prescrizione! Se valutiamo quello che sono costretti a subire, i modi, i tempi, le circostanze... non mi sembra difficile intuire che, prima che abbiano la forza, la consapevolezza di fare la cosa giusta, prima che superino il trauma o i traumi che questo comporta, prima che si scrollino di dosso il "potere" che hanno esercitato su loro, che superino la possibile fase in cui si fà finta che sia accaduto ad altri, quella in cui ci si butta tutto alle spalle e si vuole solo dimenticare, che abbiano la possibilità di denunciare... potrebbero essere passati più di dieci anni! E poi vengono violentati di nuovo... scoprendo che per loro non ci può essere più giustizia!
La parola giustizia mi sembra talvolta un guanto troppo piccolo perché qualcuno possa indossarlo!

C'è stato un altro motivo che mi ha fatto rendere conto di quanto io sia classista, forse! Sentivo, al tg, che Lino Banfi ha fatto un appello per Laura Antonelli. Premesso che considero tale gesto un atto d'amore, che sono fermamente convinta del fatto che aiutare una persona sia meglio che non aiutare nessuno e che dal non farlo nessuno ne avrebbe tratto vantaggio... eppure il mio cervello galoppava veloce andando a tutti coloro che sono nelle sua stesse condizioni, magari dopo una vita di lavoro sottopagato, e ai loro figli, e si ritrovano, avanti negli anni, ad avere la stessa misera pensione di lei che era un'attrice famosa! Però, l'esserlo stato, le dava una possibilità a tutti gli altri negata.


Sono solo considerazioni, dicevo, e adesso non posso  farle "a modo mio" perché avrei scritto moooolto di più (sempre per la mano)! Anche se ben comprendo che le "umane cose", giusto in quanto umane, sono fallaci (io per prima naturalmente lo sono)... non credo, comunque, sia da matti aspirare ad una civiltà in cui a tutti siano date le stesse opportunità di crescita, di cura, di lavoro... e non intendo certo abbassando il tenore di vita di chi stà bene, ma migliorando quello di chi soffre, stà male...! 
E penso anche a tutti i malati, tra cui molti bambini, affetti da patologie gravi, che hanno bisogno di costosissime cure spesso da noi non disponibili... ed al comportamento dello Stato che, per aiutarli, taglia i fondi e le speranze, oltre a non aiutare economicamente ma rischiando di ostacolarli con la burocrazia! Con questo non dico certo che lo Stato possa fare assistenzialismo (tutelare le fasce più deboli e le minoranze rientra comunque nei compiti di uno Stato moderno), ma deve assolutamente creare i presupposti affinchè salute, cultura, progresso, lavoro non siano chimere ma certezze da poter far crescere e a cui accedere!


GM C     (due giorni per riuscire a scriverlo... )