Eccoci qua come ai tempi della scuola dinanzi una pagina bianca e l'incertezza, l'amletico dubbio: COME INIZIARE? Sicuramente voglio dirti CIAO, che tu sia casualmente transitato di qua o già mio amico, qualunque sia il tuo pensiero, la certezza di questo saluto ce l'ho.
Di certezza ne ho anche un'altra, se sono qui, se ho deciso di "mettere in rete" parte di quello che scrivo è proprio per arrivare da te, per il desiderio di comunicare e condividere insito nell'essere umano, perché ho deciso di "tirare fuori dal cassetto i miei fogli" ed esporli alle tue critiche, al giudizio che se vuoi puoi lasciare sotto ogni mio post, per incontrare e conoscere amici.
In questo blog troverai alcune poesie, racconti brevissimi che durano il tempo di alcuni "morsi" ad un frutto, la sfida mia personale a Flaubert, una storia da "prendere un morso per volta": terza certezza... e dire che a me ne sarebbe bastata una! Ho cominciato; così adesso spero di rincontrarti al più presto.

Gabriella

sabato 28 novembre 2009

Cittadini del mondo

Questa poesia è ispirata alla tragedia dei cosiddetti "barconi", a tutte quelle centinaia, migliaia di persone che scappano dalla fame, dalla miseria e vanno alla ricerca del loro "EL DORADO" ben sapendo che, seppur sopravviveranno al lungo viaggio, ciò che troveranno sarà El Dorado solo perché paragonato a ciò che hanno lasciato.
Ho scelto di volgerla al femminile perché ne preferisco la sonorità della desinenza (andata/casa caduta, terra)


Sono andata,
sono andata
lontano da casa
in cerca di casa.
Il cuore distante,
il piede pesante
i passi ho contato...
e quando, a sera,
lo sguardo ho chinato...
occhi arrossati
da fame e stupore
ormai prosciugati
e mani,
piccole, stanche
che a stento strattonano
i laceri cenci...
non hanno più voce
per chiedere pane
io pane né casa
riesco ad offrire...

....pellicano vorrei diventare.
Più passi ho contato
ancora sperando
di poter non tranciar le radici,
e sono caduta in ginocchio
ai piedi di chi
il suo aiuto negava...
di casa, di terra
le mani ho riempito
e in tasca la porto
e quando,
contro tutte le porte
di ferro appuntito
il viso con forte violenza
ho battuto
non sono rimasti che loro....

.......a sera scruto lontano nel mare.
Aguzzini di latta
come bestie li hanno stipati
ma a casa non c'è più speranza!
Incontro a probabile morte li mando
ma devo rischiare,
rischiare e pregare che
tra fame, tra freddo e fetore
pietosa li lasci passare.
E quando, e se arriveranno
ghettizzati in cambio
di calda brodaglia,
ma a sera
un altro giorno di vita
potranno contare,
un giorno uguale a domani,
senza più sogni,
senza più casa...
E grido, rivendico
il loro diritto alla vita!
Cittadini del Mondo!
CITTADINI DEL MONDO!

GM C

2 commenti:

  1. LO SAI CHE PER ME E' STUPENDA!

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  2. Un Giorno gli disse : "Io parto"
    Gli chiese : "per dove"?
    Non so' rispose.
    Li lasciaron tutti al confine dicendo "sempre dritto e arriverete".
    Nessuno di loro aveva mai sentito parlare del Sahara .
    Ora sono il Sahara ...
    Da un racconto di Ibrahim Nasyru mio contemporaneo nonche' autista.

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Grazie per essere passato/a a leggermi! Se volessi lasciare un commento con le tue impressioni/sensazioni o anche solo un saluto... ti ringrazio ancora una volta!