Eccoci qua come ai tempi della scuola dinanzi una pagina bianca e l'incertezza, l'amletico dubbio: COME INIZIARE? Sicuramente voglio dirti CIAO, che tu sia casualmente transitato di qua o già mio amico, qualunque sia il tuo pensiero, la certezza di questo saluto ce l'ho.
Di certezza ne ho anche un'altra, se sono qui, se ho deciso di "mettere in rete" parte di quello che scrivo è proprio per arrivare da te, per il desiderio di comunicare e condividere insito nell'essere umano, perché ho deciso di "tirare fuori dal cassetto i miei fogli" ed esporli alle tue critiche, al giudizio che se vuoi puoi lasciare sotto ogni mio post, per incontrare e conoscere amici.
In questo blog troverai alcune poesie, racconti brevissimi che durano il tempo di alcuni "morsi" ad un frutto, la sfida mia personale a Flaubert, una storia da "prendere un morso per volta": terza certezza... e dire che a me ne sarebbe bastata una! Ho cominciato; così adesso spero di rincontrarti al più presto.

Gabriella

domenica 18 ottobre 2009

Naufragio virtuale - ( Parte seconda)

Okay, sono di nuovo qua sulla riva, i soliti due passi nell'acqua, ricordi? Mi ritrovo a percorrere questa spiaggia avanti e indietro, a salire poi sulla scogliera e ritornare... e scrutare. Come se fosse davvero possibile che la mia bottiglia facesse in qualche modo, all'improvviso capolino e dal pelo dell'acqua, con quei buffi cilindri di foglie per tappo, mi salutasse. Che poi a dire il vero non so se vorrei un saluto o piuttosto di essere rassicurato. Rassicurato poi di che cosa! Che contenga ancora il messaggio? Che lo abbia consegnato a qualcuno? In questo caso, nel caso in cui ritornasse da me ormai vuota, potrei ancora scrutare il mare aspettando risposta! Sarebbe magnifico!
Riprendo a immaginare la mia bottiglia. L'ho lasciata sul fondo sabbioso nel quale è rimasta adagiata per poco, senza averne l'intento gli squali, affannati come sono nel loro ruolo di arcigni custodi, senza accorgersene affatto, tra un colpo di pinne ed uno di coda l'hanno smossa dal suo giaciglio... poi un po' la corrente un po' la fortuna, l'ho immaginata tra una lunga scia di delfini che la lanciano, la inseguono, la portano avanti poi indietro e così vicino ad un'altra spiaggia (se sia isola anch'essa non riesco a vederlo). Non scorgo gli squali, non in quei pressi, quindi i bambini giocano allegri nell'acqua, lanciano una palla, nuotano; tre di loro s'immergono, il primo riemerge e scuote la testa, il secondo apre il pugno e appare deluso, i pochi granelli raccolti sul fondo sono scivolati via portati dall'acqua, il terzo indossa una maschera da sub, apre il suo pugno e lo mostra orgoglioso: è pieno di sabbia. Ora presta la maschera ai suoi compagni e aspetta che anch'essi peschino il loro trofeo, quindi si spostano un poco più avanti per provare di nuovo dov'è più profondo. In questo gioco, così, hanno trovato la mia bottiglia, non poteva essere più fortunata, in quei bimbi c'è lealtà, amicizia, condivisione. Sulla riva hanno chiamato anche gli altri, spero che nessuno di loro provi a portar via l'insolito tappo con la bocca. Non l'hanno fatto. Sono più in gamba di me e ne sono contento; non riuscendo a tirar fuori da lì il mio messaggio rompono la bottiglia. Sembrano incantati dinanzi al mio piccolo cilindro di carta, decidono di non toccarlo aspettando che il sole in parte lo asciughi. Adesso lo srotolano adagio, lo leggono, se lo passano con cautela; ognuno di loro prova ad immaginare.

E' sera, il giorno di giochi sulla spiaggia è finito. Sono tornati a casa. Hanno fatto vedere ai "grandi" il mio biglietto, poi hanno estratto a sorte chi dovrà custodirlo fino a domani.

continua

GM C

link prima parte: http://paroleamorsi.blogspot.com/2009/10/naufragio-virtuale-parte-prima.html
link parte terza: http://paroleamorsi.blogspot.com/2009/11/naufragio-virtuale-parte-terza.html

1 commento:

  1. Complimenti! sono sempre più curioso :-)

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